Salmo CL - Spingola
Composto dal nostro fondatore in occasione del suo XXV anniversario del suo cammino sacerdotale dove trova in uno dei Salmi di David (appunto il Salmo CL), una delle espressioni più ricche del proprio stato d'animo per il suo sacerdozio. Dal Libro dei Salmi, questo è il numero 150, cioè l'ultimo capitolo: Davide e tutto Israele facevano festa davanti a Dio, a tutta forza, cantando e suonando cetre, saltèri, timpani, cembali e trombe.
Lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nel suo maestoso firmamento. Lodatelo per le sue imprese, lodatelo per la sua immensa grandezza. Lodatelo con il suono del corno, lodatelo con l’arpa e la cetra.
Lodatelo con tamburelli e danze, lodatelo sulle corde e con i flauti. Lodatelo con cimbali sonori, lodatelo con cimbali squillanti. Ogni vivente dia lode al Signore. Alleluia.
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
Ecce Sto Ad Ostium - Spingola
Frase tratta dall'Apocalisse di Giovanni (3,20), l'ultimo libro del Nuovo Testamento (e quindi l'ultimo libro della Bibbia) ed è la sola apocalisse presente nel canone della Bibbia. “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”; questo passo è applicato ai non credenti, ma in realtà dal contesto si riferisce alla chiesa di Laodicea. Gesù esorta allo zelo e al ravvedimento di una chiesa tiepida. Gesù non forza l’entrata, ma piuttosto si rende disponibile; il credente tiepido deve prendere la decisione di fare entrare Gesù, nel senso di ristabilire la comunione con Gesù. Quindi Gesù chiede una risposta, invita il credente a pentirsi e ad avere comunione con Lui.
Ecce sto ad ostium et pulso; si quis audierit vocem meam, et aperuerit mihi januam, intrabo ad illum, et cenabo cum illo, et ipse mecum.
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
Stabat Mater - Agazzari
Sequenza che fa parte della messa dei Sette Dolori della Madonna (venerdì dopo la Domenica di Passione, e il 15 settembre), e fu composta come uno dei "planctus" in uso nei primi secoli dopo il Mille.
Se ne ritennero autori: Giovanni XXII, S. Bernardo, S. Bonaventura, ma senza prove, Innocenzo III. In forza dell'attribuzione di molti codici, di testimonianze di scrittori e di analogie letterarie, se ne ritiene comunemente autore Iacopone da Todi; e andrebbe ascritto agli ultimissimi anni della sua vita, fra il 1303 e il 1306. La poesia dello Stabat si adagia su una vecchia melodia, certamente non di origine alleluiatica secondo il più antico sistema, ma probabilmente attinta alla lauda popolare e variante ogni due strofe secondo la forma responsoriale. A cominciare dai primi polifonisti, il testo dello Stabat fornì a più riprese materia di ispirazione ai musicisti, i quali, a seconda delle tendenze estetiche imperanti, gli dettero forma ed espressione diversa.
La Madre addolorata stava in lacrime presso la Croce su cui pendeva il Figlio. E il suo animo gemente,
contristato e dolente era trafitto da una spada. Oh, quanto triste e afflitta fu la benedetta Madre dell'Unigenito! Come si rattristava, si doleva la Pia Madre vedendo le pene del celebre Figlio!
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 13 Maggio 2024
Stabat Mater - Spingola
Lo Stabat Mater (dal latino per Stava la madre) è una preghiera (più precisamente una sequenza) cattolica del XIII secolo tradizionalmente attribuita al Beato Jacopone da Todi. La prima parte della preghiera, che inizia con le parole Stabat Mater dolorósa ("La Madre addolorata stava") è una meditazione sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la crocifissione e la Passione di Cristo. La seconda parte della preghiera, che inizia con le parole Eia, mater, fons amóris ("Oh, Madre, fonte d'amore") è una invocazione in cui l'orante chiede a Maria di farlo partecipe del dolore provato da Maria stessa e da Gesù durante la crocifissione e la Passione.
Stabat Mater dolorósa iuxta crucem lacrimósa, dum pendébat Fílius. Cuius ánimam geméntem, contristátam et doléntem pertransívit gládius.
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
In Monte Oliveti - Martini
Questo responsorio (canto che segue la lettura nella liturgia delle ore della Chiesa cattolica) ricorda, secondo i vangeli, il momento in cui Gesù si sarebbe ritirato prima della passione in una montagna situata ad est di Gerusalemme, chiamata così dalla pianta dell'olivo di cui, in antichità, i suoi fianchi erano coperti. Ai piedi del monte c'è il Getsemani (detto anche orto degli Ulivi), in cui Gesù vi giunse con i discepoli, nella fatale notte dell’Ultima Cena (Matteo 26,36 – Marco 14,32 – Giovanni 18,1).
In monte Oliveti oravit ad Patrem : pater, si fieri potest, transeat a me calix iste. Spiritus quidem promptus est, caro autem infirma : fiat voluntas tua.
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
Verbo Eterno - Spingola
In questa composizione, il nostro fondatore ha creato dal nostro punto di vista un vero e proprio capolavoro di semplicità ed arte sulla base dei concetti spirituali che partono da "In principio era il Verbo......".
Partendo dalla Pastorale (genere musicale ispirato a una visione più o meno convenzionale o simbolica della vita rustica) il brano è strofico con un ritornello che si associa benissimo ad una e vera e propria acclamazione sonora del Verbo fatto carne per la salvezza di tutti noi; nella pastorale non può mancare il flauto che soavemente accompagna e sostiene il brano e l'organo che offre sontuosità nel ritornello e spensieratezza nelle strofe. Il canto è modulare nella sua esecuzione arrivando alla costruzione strofica di due solisti che, anche liricamente, conversano con frasi spirituali che partono dai simboli della natività (speranza, presepe, la notte di stelle, il Bambino nella mangiatoia...). Ogni volta che eseguiamo in pubblico questo brano, notiamo sempre una commozione nel pubblico altamente trasparente; nel corso degli anni, abbiamo anche eseguito questo brano come epilogo e fusione di una manifestazione solo concertistica.
Verbo Eterno, Gloria Gloria, a te cantan terra e ciel, entri nella nostra storia, l'uomo è salvo solo con te.
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- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
Veni de Libano - Spingola
Parole tratte dal Cantico dei Cantici 4, 8, e utilizzate da Dante per esprimere l'invito che uno dei ventiquattro seniori, quello che appunto rappresenta il Cantico, rivolge a Beatrice perché appaia.
Nella liturgia romana l'invito ‛ veni ' e il vocativo ‛ sponsa ' è spesso ripetuto con riferimento alla Madonna o alle sante vergini (Veni, sponsa Christi); i testi musicati dal nostro fondatore si trovano ancora oggi sulle pareti del chiostro della cattedrale di Oporto, rivestite di azulejos (ipico ornamento dell'architettura portoghese e spagnola che consiste in una piastrella di ceramica non molto spessa e con una superficie smaltata e decorata). L'autore ha composto le musiche in occasione della messa nuziale di sua nipote Rosanna, che la nostra corale ha eseguito con enorme piacere....
«Veni de Libano sponsa mea, veni de Libano veni; coronaberis de capite Amana de vertice Sanir et Hermon de cubilibus leonum de montibus pardorum». La sposa si riposa sulla riva del fiume Giordano e sullo sfondo emergono le cime di quattro montagne: Libano, Amana, Sanir ed Hermon; lo sposo la invita ad andare fino ai confini della terra e le regala la corona della vittoria.
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
Gesù In Croce (Le 7 Parole) - Campodonico
Le “sette parole” che Gesù pronunciò sulla croce costituiscono il testamento spirituale d’amore del Cristo morente.
“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34)
La prima espressione del Crocifisso è una parola di perdono per i suoi crocifissori. Questo amore che perdona e non serba odio nei confronti dei carnefici è stato testimoniato mirabilmente da san Massimiliano Maria Kolbe; il santo, “con un atto di amore, ha reso presente l’Amore di Dio in un inferno di odio”.
“In verità Io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23, 43)
Queste stesse parole sono state fatte proprie da Maria Goretti quando, colpita per ben 14 volte da un giovane con un punteruolo che voleva attentare alla sua verginità, fu trasportata sanguinante in ospedale. Ciò accadde verso la fine del 1906. Alessandro, il carnefice, fu poi accolto dai Padri Cappuccini e, con sua profonda gioia, ricevette anche il perdono da parte della madre di Maria.
“Donna, ecco tuo figlio!”. “Ecco tua madre!” (Gv 19, 26-27)
“Mamma, non pensare a me! Io sto vivendo il gesto del più grande amore: e questo mio amore è l’unica ancora di salvezza per l’umanità!». In relazione alla maternità di Maria, la potente intercessione della Vergine a Lourdes abbia liberato dall’ateismo il chirurgo Alexis Carrel (premio Nobel per la medicina), in seguito a un miracolo accaduto a una sua paziente e di cui è stato spettatore.
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15, 34)
Queste parole sono l’inizio del Salmo 21, un salmo che gli scribi e i farisei conoscevano alla perfezione. Si tratta di una impressionante cronaca della Passione di Gesù: è una fotografia scattata prima dell’evento, una fotografia che Dio solo poteva scattare. L’Amore infinito ha attraversato la nostra cattiveria in tutta la sua ampiezza e l’ha vinta: l’ha sconfitta con l’ampiezza dell’Amore. L’abbiamo capito? Gesù continua a gettare sprazzi di luce nel buio di ogni tempo.
“Ho sete” (Gv 19, 28)
La sete di Gesù è sete di amore e il suo grido attraversa i secoli e interroga anche ciascuno di noi»; a tal proposito Madre Teresa di Calcutta, la cui vita è stata una risposta a tale grido di Cristo, si rivolgeva così al Signore: «Gesù, ti disseto! Dovunque andrò, seminerò amore! E te lo porgerò per dissetare la tua insaziabile sete di amore.
“Tutto è compiuto” (Gv 19, 30)
Che cosa è compiuto? È compiuto lo svelamento del vero volto di Dio! Sulla Croce è caduto il velo di tante caricature di Dio costruite dagli uomini ed è apparso il vero e affascinante volto di Dio: Dio è Amore e la sua onnipotenza è esclusivamente Onnipotenza di Amore.
“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23, 46)
L’ultima espressione sulle labbra del Crocifisso testimonia che «la morte non è un salto nel buio né, tantomeno, è un salto nell’abisso del niente: la morte è un abbraccio con Dio! Come sono belle le ultime parole di Gesù e come sono rassicuranti per noi! Il viaggio della nostra vita va verso un incontro: e noi dobbiamo prepararci a quell’incontro per essere pronti e capaci di rispondere all’abbraccio di Dio.
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- Data di creazione 4 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 4 Luglio 2020
Vergine Madre - Spingola
In questo brano il nostro fondatore, nel ricordare la memoria di sua madre, riporta in musica i versi di Dante dell'ultimo canto della "Divina Commedia" (Paradiso, canto XXXIII) che si apre con una preghiera rivolta alla Madonna da Bernardo di Chiaravalle (dopo la guida di Virgilio, è lui che accompagna Dante dall'Empireo, intercedendo affinché possa assistere alla mirabile visione di Dio), teologo devoto alla madonna. Il brano è stato scritto nel 1965, in occasione del VII centenario dalla nascita del "Sommo Poeta".
Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura......
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- Data di creazione 3 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 13 Giugno 2024
O Bone Jesu! - Palestrina
Questo semplice ed intenso mottetto si presta per tutte le celebrazioni dell’Anno Liturgico, in modo particolare, le celebrazioni penitenziali, del Tempo di Quaresima e del Triduo Pasquale. Questo componimento poetico breve rimato, composto per lo più di endecasillabi e settenari, contiene come una sentenza (O buon Gesù, abbi pietà di noi, perché ci hai creati, ci hai redenti con il tuo preziosissimo sangue)
O bone Jesu, miserere nobis, quia tu creasti nos, tu redemisti nos sanguine tuo pretiosissimo.
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- Data di creazione 3 Luglio 2020
- Ultimo aggiornamento 21 Aprile 2024